© 2015 by Ascension Magazine. Proudly created with Wix.com

Privacy e termini utilizzo

OFFICIAL LINKS

  • Instagram Icona sociale
  • Facebook App icona
Please reload

Recent Posts

Versioni demo mai ascoltate prima di Morrissey e The Smith

December 30, 2015

1/5
Please reload

Featured Posts

Recensione: This Eternal Decay "Silence"

THIS ETERNAL DECAY “Silence”

(cd, Trisol Music Group)

 

A distanza di due anni dall’album d’esordio “I Choose An Eternity Of This”, il terzetto romano formato da Riccardo Sabetti (Spiral69) alla voce, chitarra, synth e programming, Andrea Freda (Spiritual Front) alla batteria e programming, e Pasquale Vico (Date At Midnight) al basso elettrico e synth, ritorna con “Silence”, un album composto da nove tracce che affondano la loro natura in un mix di darkwave, synthwave ed industrial. "Silence" è da loro descritto come "un album scuro che come concept principale affronta il tema della solitudine interiore in un mondo sempre più connesso digitalmente. Tracce come “Future Anthem” o “I Am Nothing” mostrano il lato più rude ed industrial del gruppo, mentre la title track “Silence”, o la suadente “Fade Away” o “White Moon - Cold Lights”, portano il loro sound verso un oscura darkwave che prende ispirazione da band come Diva Destruction o Clan of Xymox. "Future Anthem" ha uno di quei ritornelli che rimangono anche dopo che aver ascoltato la canzone mezza volta. Sex Pistols filtrati dai Prodigy e gli echi lontani delle atmosfere rock sinistre degli Stooges e Joy Division in una miscela esposiva. Uno di quei pezzi death disco dal sapore noir industriale difficili da dimenticare. "I Want" prosegue tra atmosfere eteree ed oscure, quasi come incontrarsi alla locanda alla fine dei mondi. La voce continua con quell'approccio punk esasperato da Trent Reznor dei Nine Inch Nails. La chitarra rarefatta che si muove tra reminescenze orientali alla Mission può rimandare ai primi Cocteau Twins e Suspiria. Ma non prendetemi troppo in parola. Devo usare parole che chi ascolta musica possa comprendere prima di ritrovarsi sul Tubo a farsene un’idea più consone alle proprie esperienze musicali. La batteria è essenziale. Minimale e azzeccata come pochi batteristi sanno fare senza 'ingolfare' un pezzo (La classe non è acqua)."Fade Away" introduce atmosfere pop melanconiche che solo un incontro impossibile tra Alan Parson Project e i Chameleons più minimali avrebbe potuto toccare. La bassline ipnotica ed essenziale che affianca il basso la portano avanti come fosse un treno lento che non è ancora arrivato al capolinea. "I Am Nothing" si libera tra le atmosfere dei Lycia e la trance elettronica di matrice tedesca. Quando la cassa entra è già un’altra hit. London After Midnight, Nine Inch Nails e D.A.F. in un remix essenziale. Le atmosfere melanconiche toccate dai Cure di Disintegration tornano piacevolmente a farsi sentire nelle atmosfere rade di "A Secret". Il piano la innalza a dimensioni più classiche.

La TB-303 da sottofondo la consacra definitivamente a qualcosa di diverso. E questo può solo essere un altro pregio. Complimenti. Un bel remix con quella TB in primo piano come era successo per Confusion dei New Order proprio non mi dispiacerebbe in un futuro non troppo lontano. "Silence" con la partecipazione di Alex Svenson degli svedesi Then Comes Silence, è un pezzo romantico elettronico che rimane in testa. Dà assuefazione. I tappeti di synth di sottofondo potrebbero avvicinarli ai Depeche Mode ma il basso ipnotico di Pasquale ce la mette davvero tutta per regalare al pezzo quel suo tipico tocco goth rock. Rifatta dai Date At Midnight chissà come suonerebbe. Il bassista è un comune denominatore. La voce sussurrata di una misteriosa insegnante inglese di tecniche di respirazione in "Two Minutes To Collapse" conferisce al pezzo atmosfere lontane dal sapore delle Mille e una Notte e vagamente sinistre. Una ninna nanna elettrica dalle piacevoli ambientazioni ambient. "White Moon - Cold Lights" con la partecipazione di Sonya Scarlet dei romani Theatres Des Vampires è forse quella che preferisco maggiormente. Quando entra quel coro ancestrale le cose si mettono ancora meglio del già ottimo inizio. Skeletal Family, Sisters Of Mercy, Christian Death con quel pizzico di Suicide che riesce a rendere il tutto ancora più interessante e moderno. Un deathrock elettronico e dance che non lascia prigionieri. Chiude il sipario su questo lavoro "Ghost" con le sue influenze trance ed 'elettroniche' che si fanno apprezzare piacevolmente in quella che forse è la traccia più club oriented nel disco. Territori Goth/Rave Anthem che non dispiaceranno alle generazioni più elettriche. Apoptygma Berzerk e VNV Nation in una miscela melanconicamente oscura. Un disco vario al punto giusto e dalle molteplici sfumature electro-goth. I toni più energici delle esibizioni dal vivo si vestono dei toni più sommessi dello studio. L'energia dei concerti dal vivo non è facile da catturare in studio. La dimensione studio più 'pulita' del primo in questo nuovo lavoro ha quasi raggiunto la potenza delle esibizioni dal vivo come anche testimoniato dalle ottime reinterpretazioni dei pezzi del primo album sulla compilation "Dark Entries Radio Sessions Vol.02" della Swiss Dark Nights e Radio Elettrica. Sono riusciti a mescolare bene le carte in tavola aggiungendo quelle piccole sfumature pop decadenti che ne fanno un disco davvero gradevole. Un bel pò più sporco come piacerà a molti. Voto:9/10

 

https://thiseternaldecayofficialshop.bigcartel.com/?fbclid=IwAR02ZXfBUo_WeZ2J2DVzk8cGnoAh9THCTR_tB9A_1jQM3-iRpfY3q4tImh8

Please reload

Follow Us
Please reload