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Recensione: THE LIGHTHOUSE SAGA (Artisti Vari)

Artisti Vari

THE LIGHTHOUSE SAGA

(CD/Digitale, ScentAir Records)

Sin dal primo ascolto ho avuto la sensazione che ci fosse una forte connessione tra prosa e musica in queste quattordici tracce. Musica ispirata dalle parole che risuonano musicali tra le note che le accompagnano. L'ultima volta che ho "sentito" qualcosa di simile raccolta in un unico cd è stato negli anni novanta con il cofanetto di "Heavenly Voices" della tedesca Hyperium Records. Potevo trascorrere ore immerso in quella beatitudine eterea non molto dissimile dalla musica inclusa in questa raccolta. I This Mortal Coil più intimisti, i Bel Am più sognanti del primo periodo o i Sorrow di Rose McDowall: era questa la musica che spesso mi accompagnava tra un ascolto e l'altro. Gli anni sono passati, e a volte sono riuscito a ritrovare questo tipo di sonorità nei sampler della Projekt o le "Fairy Voices" della Prikosnovénie. E questo tipo di profondità nella musica ogni tanto ritorna a bussare a quelle porte del giardino interiore che sicuramente non solo gli animi più sensibili riusciranno ad apprezzare. Dopo qualche mese di attesa a fine Gennaio 2020 ecco finalmente uscire "The Lighthouse Saga" per la russa ScentAir Records (numero di catalogo SA134) e disponibile anche in Europa tramite la tedesca POPoNAUT.

Poesia in musica come solo gli artisti più intimisti sanno fare. Canzoni cantate dalle creature del mare. Una visione differente alla celebrata "Song to the Siren" di un altro poeta cantore di cui, ascoltando le parole di Lory Fayer, poétesse maudite e nouvelle romantique, in qualche modo sono andato a ritrovarmi la musica e la prosa sepolti nel mare degli ascolti passati. C'è un forte filo conduttore in questa raccolta che ne unisce le sfumature musicali differenti come fosse la canzone stessa che si evolve in tutta la durata del cd.

"Sirens Sing For Love" di ELISABETH ENGARDE, splendida voce nei greci En Garde... un pianoforte e un violoncello che risuonano lontani... Il faro illumina il mare mosso dalla tempesta, la melancolia di una melodia di piano accompagna la canzone triste delle sirene, un ode all'amore... "Ogni creatura ha il suo elemento. A quale apparteniamo dopo essere venuti al mondo? Prego il vento che ti porti la mia voce...".

"The Lighthouse Dream" di SILENTPORT con LORY FAYER... Un piccolo quadro impressionista in un folk dalle tinte melancoliche. Che quelle luci nel cielo che ci accompagnano nelle notti serene possano prestarci le ali per volare via con i nostri pensieri...

"Lost Sailor" di WINTER'S COURSE con FRANCESCA NICOLI... Un tuffo orchestrale e neo classico nelle melodie eteree con la splendida voce della cantante degli Ataraxia. Echi che possono rimandare a Vangelis e Kate Bush. Una luce nella tempesta... La sirena canta la sua canzone "Marinaio perduto, tutte le mie parole sono scritte per te come semi di sentimenti che anelano a diventare realtà..."

"Al di là del mare" di DEUS FAUST, progetto slovacco/americano con un cantato in italiano impeccabile... una synthwave pianistica con quela malinconia che si osserva dai vetri di una finestra oltre un giardino in quelle giornate di pioggia che non vogliamo finiscano mai a volte e che accompagnano un sogno a occhi aperti... "Cosa ci attende al di là del mare? Forse brillerà una lacrima di rimpianto per aver trovato cosa cercammo tanto solo per farcelo scippare dal tempo dal silenzio che giungerà nottetempo..."

"Awakening" cantata da EIRENE e prodotta da Paris Alexander al Blue Door Studio, un piccolo gioiello che potrebbe essere accostato a "Gloomy Sunday" nella versione di Gitane Demone... una voce calda che trasporta nel freddo della spiaggia sotto il faro... "La luce del faro si perde nella nebbia, i sogni sono volati via. Gli angeli ascolteranno le nostre preghiere?"

"From Our Prison" degli AFTERGLOW... con quella batteria elettronica dal suono sintetico che tanto ha accompagnato le cose più ipnotiche dei primi lavori dei Sisters Of Mercy torna a scandire con una ritmica minimale quella notte oscura dove la stella polare è ormai persa... "le nostre anime hanno perso l'innocenza per sperare.... Quanto ci manca una parola di rassicurazione... Le nostre labbra sono troppo stanche per chiedere aiuto, le nostre anime troppo disincantate per sperare..."

"Mal De Mer" dei CENDRE FROIDE, progetto di Maurice Rollinat... tinte gothic rock e forti connotati synth punk solo come i francesi sanno fare... "Se guardiamo troppo a lungo il mare le onde ci ricordano i nostri sogni... I nostri pensieri malinconici vanno indietro... voleremo lontano sopra il caos verso l'oblio che calmerà la nostra amarezza verso la promessa di felicità postuma... come le note di un vecchio trovatore che suona e canta per rubare una lacrima..."

"Tomorrow Became Never" di NOUVELLE CULTURE con CARISSA DENEE... dalla Francia un ettronica mimimale con forti tinte ambient e synthwave... "il destino è più forte di ogni sforzo... il domani può improvvisamente trasformarsi in un mai..."

"A Promise Left Behind" di CONDEMNATUS, progetto 'emozionale' dal Messico... un pianoforte e un violoncello accompagnano la riflessione del marinaio e della sirena... "come potrebbero mai i giorni migliorare? Strappò ogni poesia e lettera, le parole che bramavano una voce temendo di non avere altra scelta. Gettò all'oceano i frammenti di tutte le parole per lasciare cadere il silenzio sulla sue emozioni... nascose le lacrime tra le onde, poi se ne andò..."

"Dangerous Game" dei portoghesi THE DREAMS NEVER END con SANDRA PEREIRA... quelle melodie ancestrali che rimandano ai Dead Can Dance del primo lavoro con il recitato della voce. L'eco ipnotico di strumenti etnici che ci portano indietro in quel mondo misterioso visitato nei sogni. Senza dubbio una delle migliori tracce del cd se dovessi scegliere. E non so neanche se accetterei di scegliere. Una storia dal sapore misterioso delle "Mille e una Notte" in una dimensione parallela, fuori da questo piano... e non troppo lontana se si conosce la via per il portale di quei sentimenti... "Anelò a volare più alta delle nuvole e lasciò il profondo delle acque avvolgerla nel suo sudario..."

"Until The End Of The Years" di SAÐÆMØN, progetto proveniente dalla Colombia... una ballata dalle tinte neofolk con quei ritmi marziali, In The Nursery, Death In June e Sol Invictus si affacciano alla finestra dei ricordi... La musica descrive la scena che si affaccia sul mare... "sentii poi le sirene da lontano cantare di una loro sorella diventata una stella... seguì un musicista fino alle sfere celesti per cantare a lui fino alla fine del suo tempo..."

"The Ghosts Of The Lighthouse" degli italiani VESTFALIA'S PEACE... una wave romantica, tra gli immensi Sad Lovers and Giants e Ellysgarden. Un altra storia, due amanti, i loro fantasmi davanti al faro di quell'ultima spiaggia. Qui la voce di Gianni Caldararo sa dare i brividi come solo quel tipo di wave romantica sa fare. E con quell'ultimo ritornello che i brividi salgono lungo la schiena... "e quando la luna piena raggiunge il faro puoi vederlo ballare ancora con la sua sposa tuta la notte sulle sabbie bianche di Devon su melodie che scendono dritte dal Cielo"... Un altro capolavoro.

"Play A Serenade To The Moon" di ANTIPOLE con EIRENE & PARIS ALEXANDER... Coldwave alla francese per il belga Antipole con quel tocco di malinconia di un giorno di pioggia che si trasforma in neve, ascoltando "Disintegration" dei Cure... "Le mie illusioni sono diventate lascrime. Anche la mia speranza ha esaurito le parole..."

"My Little Siren" di SILENTPORT, l'altra metà dell'immensità della musica Endraum, chiude questo viaggio con un ultima ode musicale alla sirena. David Sylvian e Japan incontrano la coldwave piu intimista... la sirena che girava timida attorno alla salvezza del faro... "Mia piccola sirena, ascolta la mia voce. Il fato potrebbe anche darci un altra possibilità..."

Che un giorno queste canzoni del mare siano racchiuse in un cofanetto e le poesie possano riempire altri volumi e fermate nella loro lingua madre in un libricino allegato che le racchiuda tutte... "Salperò su una nave dalle vele nere senza curarmi di cosa potrà accadere cercherò il faro di Aden all'orizzonte seguendo Rimbaud e le sue impronte come un suicidio privato della morte. Una nuova vita dischiuderà le sue porte per curare le ferite che la vita ha inferto tra le mille stelle nella notte del deserto...". Musica eterna da ascoltare col cuore e leggere con l'anima. Voto 10/10


https://www.scent-air.com/


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