RECENSIONI MARZ0 2026
- 26 minuti fa
- Tempo di lettura: 3 min
TRAITRS “Possessor”
(lp, cd, digitale /Icy Cold Records)

Per chi scrive (e non credo di essere l’unico), questo era uno dei dischi più attesi dell’anno… e l’attesa non è stata delusa! “Possessor”, il nuovo album dei Traitrs non fa che confermare (e probabilmente ampliare) lo status del duo canadese tra i nomi “che contano” del nuovo panorama gothic/darkwave. Dieci nuove tracce nel loro consueto stile, malinconico e drammatico, con un cantato che inevitabilmente rimanda ad un Robert Smith d’annata. I due singoli che avevano anticipato la pubblicazione del disco (“Burn In Heaven”, “I Was Ill You Were Wrong”) avevano già chiarito che saremmo stati al cospetto di un grande disco e le nuove (“Seven Fictions, “Selfish Hunger, “Dream Drowning”, “Japanese Picture Pony”), non fanno che darne conferma.
Disco eccellente, tra le uscite da ricordare nelle classifiche di fine anno!
(Recensione a cura di Giorgio Brivio)
LONE ASSEMBLY “Knots & Chains”
(lp, cd, digitale / Irascible Records)

Lone Assembly è un quartetto svizzero, al suo secondo album con “Knots & Chains”, un disco che va dritto al cuore di chi ama certe sonorità, sin dall’iniziale “Call of the Swift”, dove (almeno a livello vocale) sullo sfondo si staglia l’immagine di Ian Curtis. Il sound della band svizzera fonde il postpunk più melodico degli anni’80 con il sound contemporaneo di Editors, Interpol e (perchè no?) i “nostri” Talk To Her. “My Life’s Solid”, il singolo che ha fatto da apripista all’album, è indubbiamente la traccia che preferisco nel contesto di un album comunque assolutamente valido che ci offre molti altri brani memorabili (“Nocturnal Vision”, “The Pain Keeper”, “The City Works Like This”, giusto per citarne alcune). I Lone Assembly sanno realizzare brani che fanno centro sin dal primo ascolto, pur non essendo banali (ottima ance la produzione). Una piacevolissima scoperta ed un ottimo disco! (Recensione a cura di Giorgio Brivio)
LOW BLOWS “Low Blows”
(lp, cassetta, digitale)

Dopo i Darkways, un’altra band dalla Spagna. I Low Blows rilasciano il loro secondo ed omonimo album, all’insegna di un solido sound post-punk che alterna epiche cavalcate sulla scia di trascinanti riff chitarristici e momenti più introspettivi; tra le prime si mettono in evidenza “SOS” e Fix Me”, mentre per le seconde cito “Misleading Blind” e “Cracks”. Con “Low Blows” il trio di Barcellona ci consegna un disco assolutamente gradevole e convincente. Una band da scoprire. (Recensione a cura di Giorgio Brivio)

CHRISTINE PLAYS VIOLA “F.I.V.E. Fear Increases Violent Emotions”
(cd, digitale / Cleopatra Records)
“F.I.V.E.” è (appunto) il quinto album per la band abruzzese, formatasi nell’ormai lontano 2008 ed è edito dalla prestigiosa Cleopatra Records. L’album ci offre dieci brani che miscelano gothic-rock”, post-punk e darkwave; un sound che convince sin dalle iniziali “Sprout of Disharmony” e “My Redemption”. Le percussioni tribali di “Confession” mi evocano addirittura i Bauhaus, mentre “Desolate Moments” pone invece l’accento sulla malinconia e mostra il lato più introspettivo di Christine Plays Viola, in un album che a livello concettuale ci parla della paura non come una debolezza, ma come una forza che plasma ciò che diventiamo. Un pregio della band abruzzese è, a mio avviso, il fatto che pur essendo esponenti di un sound inevitabilmente derivativo, lo esprimono in maniera assolutamente personale, senza scimmiottare qualcuno in particolare. Album di tutto rispetto per una band di cui (soprattutto in Patria) si parla troppo poco. (Recensione a cura di Giorgio Brivio)



























Commenti